EIT è otto. L’origine, gli ingredienti. Si torna alla cucina, a cucinare. Se protagonisti sono gli ingredienti, protagoniste sono le stagioni. Difficile trovare un ingrediente con qualità costante per tre mesi. E allora le stagioni non più 4, ma 8 stagioni. Gli ingredienti, le stagioni.
E i gusti. La voglia di giocare con i gusti e i sapori. Dolce, salato, amaro e acido: i gusti principali secondo la scienza. Identificati dai nostri recettori del gusto. Non sono gli unici.

In Asia, all’inizio del ‘900, nasce un quinto gusto: l’umami. Si avvicina al sapido, ma è il glutammato di sodio a provocarlo. Capisci l’umami solo se sei stato in Asia. Poi il sesto, che invece esplode in tutta la bocca, il piccante. Il settimo, l’ultimo legato a percezioni sensoriali, è il grasso.
Chiude il cerchio l’ottavo gusto: l’estetica. Estetica è gusto essenziale. È mentale. Esiste l’estetica del gusto. Il gusto del piatto è dato da tutta la capacità che un individuo ha singolarmente di recepire informazioni.

E quindi 8. Otto gusti, otto stagioni, otto ingredienti.
“Giocare con gli ingredienti necessariamente ti porta a dover cucinare”.
Luigi Nastri